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Khénifra: Il Commento di Chakira ha messo il fuoco alle polveri

· Una marcia di protesta per denunciare delle dichiarazioni del sindaco del PJD

· Avrebbe qualificato Khénifra come «luogo storico di prostituzione»
Sembrava di essere a Parigi, di fronte ad una marcia di “Né puttane né sottomesse”. Solo che ecco, noi siamo nel Medio-Atlas, più precisamente a Khénifra, noto come un luogo di forte resistenza. Il movimento, è di donne, giovani e meno giovani, sorto per difendere ciò che hanno di più prezioso :
la loro reputazione. «Noi non siamo prostitute», scandiscono in coro delle giovani in testa ad un cordone [fila] di un corteo.  Un movumento di protesta che interviene in seguito all’uscita mediatica di Chakira. No, non si tratta della cantante vigorosa, ma piuttosto di Lahcen Chakira, sindaco PJD de Khénifra.
All’origine di questa marcia, che ha mobilitato venerdì un migliaio di persone, delle dichiarazioni alla stampa del presidente del consiglio della città. Delle dichiarazioni che battono sul fenomeno endogeno della prostituzione nella città. Il sindaco avrebbe dichiarato che la città è un luogo fortemente “storico della prostituzione”. Cosa che ha acceso la collera dei Khénifriani, uomini e donne, come di quartieri, come Hamria od ancora Fendek Aïcha Ghazi, che sono stati citati notoriamente. Di colpo, tutti gli abitanti di questi quartieri so sono sentiti diffamati.

Questa sortita mediatica ha suscitato una reazione generale nella città del Medio-Atlas. Nel testimoniare questa marcia di protesta, che non era priva di una dimensione politica, poichè era organizzata da movimenti di sinistra come l’Associazione marocchina dei diritti dell’uomo (AMDH), la Via democratica (Annahj) cos’ come da altre associazioni e centrali sindacali. «Noi denunciamo le dichiarazioni irresponsabili del presidente del consiglio della città che portano nocumento alla storia della regione », ha confidato a L’Economiste il presidente della sezione locale dell’AMDH, Aziz Akkaoui. E di proseguire, « noi esigiamo delle scuse ».  Altri manifestanti domandano che sia processato e che si dimetta. Fin qui, il sindaco è rimasto irraggiungibile. Secondo i suoi vicini, «in seguito alla manipolazione di cui è stato vittima, rifiuta di fare » nega di aver fatto allusione alla prostituzione. Ci sarà un processo e la giustizia avrà l’ultima parola.
di Amin RBOUB