SENZA VERGOGNA
Il 16 febbraio Uolter l'Amerikano ha presentato il
programma della nuova formazione clerico-fascista che
infesta l'agone politico italiano: il Partito (sedicente)
democratico, un agglomerato di baciapile democristiani (da
Marini a Pane e Cicorie Rutelli, passando per tanti altri
ivi compreso il Mortadella), di "mai stati
comunisti" post
89 (classico esempio il segretario) e pentiti del periodo
successivo (tutta la (de)generazione occhettiana orfana
del 'grande affossatore', colui che - dopo aver giurato e
spergiurato che non avrebbe mai cambiato nome e simbolo al
PCI revisionista, dopo pochi mesi lo seppellì sotto una
quercia).
Premesso che già il giovedì precedente, a "Porta a
porta",
l'ex sindaco di Roma si era prodotto in uno spettacolo
indecente per la sua assoluta devozione al pastore tedesco
capo dello stato vaticano - ad una domanda sulla laicità
dello stato italiano aveva risposto svicolando e parlando
d'altro, facendo capire che non si tratta di un valore al
quale è interessato, ergo gradirebbe uno stato
confessionale cristiano-cattolico-apostolico-romano con a
capo magari lo stesso pastore tedesco - i dodici punti del
suo programma, già benedetto dal signor Luca Cordero duca
di Montezemolo, sono quanto di peggio ci si potesse
attendere.
Vediamone alcuni passaggi, partendo dalla questione del TAV.
Uolter dice che <la TAV è il più grande investimento del
nostro paese>; il segretario neodemocristiano conosce
benissimo i danni che il TAV ha prodotto all'ambiente ed
alla salute delle popolazioni delle zone interessate da
questo progetto faraonico ed inutile - in proposito si
vedano le questioni legate alla zona toscana del Mugello,
sulla tratta Milano-Bologna-Firenze-Roma - ma evidentemente
non gliene può fregar di meno, a lui interessa soltanto che
le cooperative legate al suo gruppo di potere (quale ad
esempio la Cooperativa Muratori e Cementisti - CMC - di
Ravenna) possano continuare a fare affari, e miliardi di
euro di utili, con l'aiuto dello stato.
Inoltre vorremmo chiedere a questo essere - uomo è una
parola troppo importante per usarla in riferimento a
costui - che ne sarà delle linee TAC, come la Torino-Lyon,
visto che ha sproloquiato solo di trasporto passeggeri
(TAV) e non anche di trasporto merci (TAC).
Scorrendo il resto del programma le cose non migliorano
affatto, trattandosi di generiche promesse assolutamente
inattuabili, come sa lo stesso agente della CIA 'Icare'.
In primis il famigerato <meno tasse per tutti> -
uguale
all'abusato slogan del Nano di Arcore - significherebbe
meno entrate per lo stato con la inevitabile conseguenza di
una forzata ulteriore riduzione della spesa pubblica, altro
punto che però è assolutamente in antitesi con la pretesa
di <innalzare gradualmente la spesa sociale>, a meno
di non
tagliare altre spese, come quelle per le guerre o per la
politica.
Le risorse sono poi il problema da affrontare anche per ciò
che concerne le promesse sul lato familistico, così caro al
pastore tedesco ed ai suoi servi italiani; l'Amerikano
promette Euro 2.250 l'anno per il primo figlio che
dovrebbero aumentare per il numero di figli: sembra di
rivedere le politiche fasciste che, ricordiamo, premiavano
le famiglie con tanti figli.
Sulla questione della scuola Uolter straparla di <test
oggettivi periodici> per tutti gli studenti ed attacca
nuovamente il 68 - in stile puramente fascista - asserendo
che <chi allora proponeva il 6 politico produceva falso
egualitarismo>; il poverello dimentica che l'attuale
generazione di insegnanti è figlia di quegli anni, ed
allora sarebbe bene - seguendo il suo ragionamento -
procedere anche per loro alla verifica dell'effettiva
capacità di insegnamento, oltreché della reale conoscenza
approfondita della propria materia: siamo certi che molti
professori sarebbero costretti a tornare a scuola a
studiare la propria materia!
Altro punto dolente è quello che riguarda le politiche
sulla sicurezza: l'Amerikano propone più carcere e più
custodia cautelare obbligatoria per reati minori, quale ad
esempio lo scippo, ed il controllo capillare del territorio
attraverso l'uso massiccio di telecamere, in modo da
estendere il progetto di costruzione di uno stato di
moderno fascismo.
In merito alle questioni del lavoro, si sa che il Pd è
equidistante dai lavoratori quanto dai padroni, ed anzi
tiene in maggiore considerazione le esternazioni di questi
ultimi piuttosto che le esigenze reali dei primi, come
dimostra il plauso del signor Cordero al programma
presentato dal segretario.
Ci sembra che ce ne sia più che abbastanza per invitare gli
italiani a mandare al diavolo questi signori che si
spacciano per democratici ma nella realtà sono del tutto
funzionali alla costruzione di uno stato di moderno
fascismo.
Torino, 17 febbraio 2008