Ø ansa
02-NOV-09 20:35
BLEFARI: SITI ANTAGONISTI, ONORE A 'COMPAGNA DIANA'/ ANSA
DA GRUPPI PROLETARI A DETENUTI POLITICI, E' OMICIDIO DI STATO (ANSA) - ROMA, 2
NOV - La 'compagna Diana' come il 'compagno Mario' Galesi: uccisi dallo Stato
"borghese e imperialista": sulla rete è scattata la solidarietà dei
"compagni rivoluzionari" alla brigatista condannata all'ergastolo,
morta suicida sabato sera nel carcere di Rebibbia. Sui siti antagonisti, ma
soprattutto su quelli legati all'universo carcerario e ai detenuti politici, è
un susseguirsi di parole e concetti che rimandano a dinamiche di trent'anni fa,
con un unico filo denominatore: Diana Blefari Melazzi non si è uccisa, la
responsabilità della sua morte è solo delle istituzioni. "La
responsabilità della sua morte ricade interamente sullo Stato Italiano - scrive
'Solidarieta' Proletarià - sui dirigenti dell'amministrazione penitenziaria, su
quei giudici di sorveglianza che hanno volutamente infierito su di lei
rinnovandole per ben tre volte il regime di 41bis, nonostante il gravissimo ed
evidente stato di devastazione psichica nel quale era sprofondata da oltre tre
anni, permettendo il suo trasferimento in un carcere ordinario solo con estremo
ritardo e non autorizzando mai la sua scarcerazione per motivi di salute".
"Oggi 1 novembre la compagna rivoluzionaria Diana è stata assassinata
dallo Stato che l'aveva in custodia", si afferma invece sul sito di Paolo
Dorigo, ex militante di Autonomia Operaria e Lotta continua, condannato a 13
anni di carcere per un attentato alla base Usa di Aviano. "Non ha
importanza che Diana si sia uccisa materialmente o che l'abbiano uccisa
materialmente delle guardie definendo poi suicidio l'omicidio - conclude - ciò
che conta è il trattamento che quotidianamente é inferto nelle prigioni ai
prigionieri che rifiutano la soluzione politica e le linee opportuniste di
destra collaborazioniste". Di "Stammheim italiana" e di
"suicidio di Stato" parla anche il Collettivo comunista milanese,
rendendo "onore alla compagna comunista rivoluzionaria". Diana
Blefari "é stata uccisa - sostiene - dallo Stato della borghesia
imperialista italiana, da quella tortura legalizzata che è l'isolamento,
l'impedimento a ogni forma di socializzazione, è questo perché non si è voluta
mai piegare". Parole analoghe dall'Associazione di solidarietà proletaria
(Asp), vicina ai Carc, i Comitati di appoggio alla resistenza per il comunismo,
che rivolge un appello "al movimento di resistenza, a chi lotta contro la
repressione e per la solidarietà di classe con i prigionieri politici ad unirsi
in fronte di lotta". "Denunciamo oggi con fermezza - afferma l'Asp -
l'omicidio della prigioniera politica Diana Blefari Melazzi", assieme a
quelli di giovani, immigrati e antagonisti, "morti assassinati dopo fermi
di polizia o nelle celle di un carcere a testimonianza di una spinta sempre
maggiore alla mobilitazione reazionaria, dell'adozione di una linea politica
sempre più incline alla discriminazione sociale e razziale e di una repressione
sempre più ampia e diffusa, di un sistema in putrefazione che è lecito e
necessario cambiare". (ANSA).
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